ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO

di MILITELLO in VAL di CATANIA

Sala dei "Moderni"

     Nella Sala dei “Moderni”, si mostrano all’ammirazione dei visitatori alcune pregevoli opere dell’artista locale Antonio Cannata. Nato a Militello il 12 ottobre del 1945 da una famiglia di contadini, il Cannata ha trascorso la sua infanzia e la sua prima adolescenza in un ambiente socio-culturale fortemente depravato e violento: un ambiente in cui manifestare una certa sensibilità ed ascolto nei confronti degli altri costituiva un buon motivo per essere additato come <<diverso>> e fatto oggetto di insulti e violenze. La sua spiccata sensibilità emotiva si manifestò già in tenera età, autoescludendosi dai giochi infantili per rifugiarsi in mondi surreali in cui il piacere e l’amore per l’astrazione si coniugava con un profondo sentimento di tristezza e di religioso dolore per la caducità dell’essere impressa nei volti sofferenti e logorati di donne, uomini e persino bambini: simboli eterni di una esistenza umana che l’artiste trasmuta in immagini di volti sfigurati dall’angoscia e nondimeno avvolti in una luce di ineffabile terribile dolcezza.

     Malgrado la giovanissima età (appena quattordicenne) Cannata fugge da Militello. Una misteriosa inquietudine lo spinge a viaggiare, a fuggire. Si reca prima presso famigliari a Torino, e successivamente ad Aosta e Milano. Non contento di tutto ciò si reca a Parigi dove finalmente incontra l’arte ed all’arte egli consacra la sua vita. Breve parentesi di lavoro in Svizzera, ritorno in Italia, questa volta a Roma, con il preciso intento di iscriversi nella  “Scuola d’Arte Comunale”. Nonostante gravi difficoltà economiche (vive d’espedienti non avendo un lavoro fisso), riesce a frequentare i corsi. Ma la sua libertà espressiva non soggetta a nessun modulo estetico canonizzato e già allora critica di ogni paradigma di potere, disciplina e controllo culturale, gli procura non poche ostilità da parte dell’ambiente accademico. Pochi anni di frequenza e decide di lasciare definitivamente la scuola. Si dedica anima e corpo alla pittura, spendendo i pochi soldi che raccatta per comprare tele e colori e vivendo, contemporaneamente, lo “spirito sessantottino” delle avanguardie artistiche e letterarie della capitale. Tale attività frenetica finisce per incidere negativamente alla sua salute psico-fisica: per cui è costretto, suo malgrado, a far ritorno a Militello.

     Qui appartato, continua il suo viaggio artistico: ricerca di nuovi linguaggi per aprire nuovi infiniti sensi di essere e di esistere in cui riconoscerci come uomini partecipi di una verità che ci trascende.

     Nino Cannata nel corso della sua lunga ed eccellente carriera artistica, ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive in molti centri italiani ed europei, così come è possibile ammirare i suoi lavori in molti musei, gallerie e pinacoteche italiane.

 Nel “Museo-pinacoteca Sebastiano Guzzone” di Antonio Cannata sono presenti le seguenti opere:

 

 
 

 

     Oltre alle opere del Cannata, nella Sala dei “Moderni” fanno bella mostra di sé, alcuni studi del noto  designer di origine militellese Emanuele Nicosia.

     Nato a Catania nel 1954, lascia Militello nel 1974 per iscriversi alla facoltà di ingegneria dell’ “Università degli studi di Catania” e successivamente al “Royal College” di Londra, dove si laurea nel 1976 in “Automotive design engineering”.

     Nei primi anni Ottanta approda al “Centro stile” di Cambiano, dopo aver fatto parte del “Centro ricerche Pininfarina” e del “Centro stile della Ford Ghia”. Per Pininfarina Nicosia ha disegnato la “Jaguar Spyder Pininfarina”, la “Ferrari Testarossa” e la “308 GTO”. Inoltre egli esegue vari studi per “Lancia”, ”Alfa Romeo”, ”Peugeot” e ”Honda”, collaborando con la “Ford Ghia” per la progettazione della “Ford Taurus”. Disegna gli interni della “Lamborghini Diablo”, della “Bugatti 110” e nel 1989, su richiesta di “Gianni Bulgari”, lavora per la nascita di una nuova marca d’automobile, la “GB”, realizzando in collaborazione con la “Lotus” il prototipo di una berlina di lusso. Collabora con la rivista giapponese “Classic Cars”, scrivendo articoli di critica estetica sulle Ferrari. Di Emanuele Nicosia sono presenti nel museo-pinacoteca i seguenti studi:

-         Studi per automobili (Mondial 8, Testa Rossa, 275 GTB, 308 GTB).

-         Modellino di Lamborghini.

 

 

     Sempre nella medesima sala è possibile ammirare due stupende opere dello scultore catanese Dino Cunsolo. Nato a Biancavilla nel 1944, egli vive e opera a Catania. Ha realizzato una Fontana monumentale per il parco comunale di Serradifalco (CL) in bronzo. I Ritratti in bronzo di due illustri personalità presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’ “ Università di Catania ”. Un Crocifisso ed una composizione raffigurante la Pietà, in terracotta patinata si trovano nella chiesa di Fleri (Zafferana). Per il Duomo di Catania ha realizzato la Tavola della mensa, l’Ambone, il Porta Cero Pasquale in bronzo ed il Crocifisso astile in argento. Una Via crucis compatta si trova nella Chiesa di Santa Maria degli Spiazzi e un Gesù Bambino in Maestà, in bronzo patinato in oro zecchino,nella Chiesa di San Giovannino a Terni. Le porte per la Basilica di San Valentino, e per il Santuario di San Francesco a Terni: l’Ambone, la Porta Cero Pasquale, la Sedia Vescovile ed il Battistero.

     Dello scultore catanese Dino Consolo, nel “Museo-Pinacoteca Sebastiano Guzzone” sono presenti due Sculture in caolino, raffiguranti un Apollo Musagete (XXI sec.) ed un Apollo e Le Muse (XXI sec.)