ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO

di MILITELLO in VAL di CATANIA

Sala "Santo Marino"

     Nella Sala Santo Marino è ospitata una ricca collezione di uno dei più interessanti maestri dell’espressionismo mediterraneo, operanti nella Sicilia della seconda metà del Novecento. Infatti, nato nel 1924, egli lasciò la natia Militello per frequentare il liceo artistico di Palermo, dove si diplomò nel 1947, quando nell’arte e nella cultura italiana ferveva l’impegno politico. Nella figurazione, in particolare, Renato Guttuso ed i suoi sodali di Corrente avevano lasciato i narcisistici contorcimenti di molta avanguardia e volevano porre l’evidenza dei drammi collettivi. Così, una prestigiosa schiera di artisti (Guttuso, ma pure Levi, Migneco, Treccani e tanti altri), oltre a riproporre il figurativismo, riecheggiarono l’espressionismo tedesco, che con la sapiente alterazione delle linee e dei colori aveva dato l’esempio di una tecnica da cui risulta esplicita la posizione politica. Era, quindi, naturale che Santo Marino, meridionale e figlio di contadino, concepisse l’arte come un’arma di lotta e di riscatto, accostandosi fin dagli esordi  ai moduli tecnici dell’espressionismo mediterraneo. “Il problema” disse in un’intervista del 1987, ma avrebbe potuto dirlo anche quarant’anni prima, ”per me come per ogni altro artista, è solo quello di conoscere; e certo conoscere è trasformare”. Fu questo il presupposto per cui l’attività espositiva finì spesso per coincidere con la militanza politica. Anche nei riscontri in termini di successi e di esposizioni ufficiali. Nel 1959, infatti, il maestro fu a Vienna per partecipare alla mostra internazionale “Giovane pittura italiana”. Nel 1964, su invito del governo della Germania comunista, tenne una personale di sessanta disegni a Berlino e nello stesso anno espose a Dresda. Nel 1965 tornò in Germania per partecipare all’ “IntegrafiK 65” di Berlino ed alla mostra internazionale di grafica de Leipzg. Nelle numerose mostre italiane ed estere che tenne poté, inoltre, contare sui contributi critici di molti intellettuali cari alla Sinistra, quali Leonardo Sciascia, Santo Calì, Giuseppe Bonaviri, Gabriele Mucchi, Franco Solmi, Mario Lepori e David Al faro Siquerios. Bisogna dire, però, che egli (forse proprio per queste frequentazioni) si allontanò raramente dai personaggi, dalle case e dalla campagna della sua piccola Militello. “Anche quando dipingo una mosca - affermò - voglio che sia una mosca militellese”. Volle perciò proporre una sicilianità non banale, nel senso che il suo concetto di appartenenza alla terra d’origine era molto vicino alla sicilitudine definita da Leonardo Sciascia, che era una particolare predisposizione d’animo, o meglio ancora, un particolare modo d’interpretare il mondo. L’itinerario artistico di Santo Marino, quindi, cominciò con certe figure di contadini, che (superando la rabbia del Guttuso più propagandistico) volevano trasmettere soprattutto un’idea di gravità, di virilità e di umanità capace di dominare sulla sofferenza. Con gli occhi, soprattutto. Negli sguardi di questi uomini leggiamo lo sbigottimento ed il sogno. Guardano e sono guardati pensando che l’ingiustizia può essere battuta mostrandone le vittime. C’è in ciò un ottimismo storico di fondo, perché conseguentemente il progresso viene visto come uno svolgersi ineluttabile, al di là di tutte le momentanee contraddizioni. Si potrebbe quasi dire che l’ottimismo di Marino, per sua stessa ammissione, fu un ottimismo cristiano. Anche quando dipinse la natura, Marino in qualche modo alfiereggiò. Si guardi per capirlo, il catalogo delle opere esposte nelle mostre “Antologia del mare “ e “Omaggio a David Al faro Siquerios”, tenutesi ambedue negli anni settanta, presso la galleria “Cavallotto” di Catania. Con sintesi audaci, che non disdegnarono di risolversi in volute astratte ed eleganti, egli tentò di cogliere l’anima individualistica dei paesaggi, il loro primo palpito e la vita.  Il suo vitalismo non gli impedì, d’altra parte, momenti teneri quando dipinse i bambini, gli innamorati, il candido vibrare delle ali di una colomba. E probabilmente in questi va cercata la continuità stilistica con le opere dipinte dopo la crisi ideologica, culminata sempre negli anni settanta e sempre presso la galleria “Cavallotto”, nella mostra “L’uomo, la natura, la violenza”. Negli ultimi anni, così, i suoi paesaggi acquistarono un’intensità cromatica, da cui traspariva un <<furor elegantis iudicii>> sempre più accentuato. Il mare, gli ulivi, i fichidindia, i limoni, le spighe di grano, le fughe di tegole sui tetti, gli umili arredi delle dimore contadine, le balaustre di ferro battuto e tutta l’inesauribile ricchezza di figurazioni siciliane furono portati in una dimensione magica. Nella sala sono esposti quadri manifesti, dove fra l’altro, è testimone l’occupazione delle terre, movimento che esplose all’indomani del secondo dopo guerra novecentesco. Un piccolo gioiello appare il Ritratto di Pietro Nenni, dove la figura del leader socialista, coi suoi occhiali da intellettuale che gli danno un’aria mite e pensosa, viene tratteggiata su carta scurissima, tanto da essere metafora della faticosa volontà dei poveri e dei diseredati di venir fuori dal buio della storia e dell’ingiustizia. Di grande interesse, ancora, sono alcune opere degli anni Ottanta, testimoni di un’evoluzione del maestro verso esiti di realismo barocco e straordinariamente sognante. Di recente, inoltre, grazie ad un contributo regionale, il Museo - Pinacoteca “Sebastiano Guzzone” ha potuto acquistare opere provenienti dalla “Galleria cavallotto”, dove il Maestro aveva realizzato le sue storiche tre mostre.

Nella sala Santo Marino sono presenti le seguenti sue opere:

 

Santo Marino

(Foto De Biase)

particolare della Sala "Santo Marino"

Studio del Pittore

 
 

Marina

Natura morta con teschio

Natura Barocca

 
 

L'urlo (Omaggio a Munch)

Contadino

Donna

 
 

Paesaggio di Militello

Notturno con la luna

Cambia la vita prima che essa cambi te

 
 

Natura Morta

Resistenza

Cambia la vita prima che essa cambi te

 
 

Donne e bandiere

Contadino

Ricordando Picasso

 
 

Figure

Fiori e Luna rossa

Contadino di Militello

 
 

Incidente

Il Giudice

Poesia

 
 

P 38

Figure

Paesaggio

 
 

Pietro Nenni

Terremoto

Militello