ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO

di MILITELLO in VAL di CATANIA

Chiesa Madre San Nicolò - SS. Salvatore

 

La chiesa madre domina la città

Il duomo di Militello

La bellissima facciata barocca

La chiesa prima del restauro

 

     Secondo la tradizione storiografica, la chiesa Madre di S. Nicolò fu riedificata più a nord dell’antica chiesa, crollata inseguito al tremendo terremoto del 1693.

 

La navata centrale

La navata bardata a festa

Vista dall'altare maggiore

 

     La realizzazione della nuova fabbrica ebbe inizio il 6 dicembre del 1721, proprio in occasione della solennità dei festeggiamenti di S. Nicolò, sotto l’arciprete Lorenzo Interlandi (1706 – 1722), su disposizione del vescovo di Siracusa mons. Francesco Marino e del principe don Nicolò Placido Branciforte.

 

L'ultimo ordine della facciata

L'ingresso principale

Capitelli

 

     Progettata a tre navate e con pianta a croce latina, la chiesa Madre fu aperta al culto, anche se ancora incompleta, il 20 marzo del 1740 su disposizione del vescovo di Siracusa mons. Matteo Trigona e già nel 1755 poteva esibire la facciata completa, realizzata su progetto dell’architetto Palazzotto, datato 30 novembre 1726. Secondo gli studi attuali effettuati dall’architetto Giuseppe Pagnano, per il  completamento dell’opera venne chiamato l’architetto catanese Francesco Battaglia.

 

 

     I lavori ebbero inizio nei primi anni ’50 del XVIII sec., giunsero al finestrone nel 1755 e si conclusero nel decennio in corso. Battaglia concluse il primo ordine con un potente cornicione, innalzò su basamento continuo, solo il partito centrale tra coppie di paraste composite, pose obelischi in asse alle paraste terminali, raccordando i due ordini con scattanti volute; sovrappose, tra impennate ali di timpano, un alto fastigio con scudo ovale per i simboli nicolini chiuso da coronamento ad omega; prolungò gli assi verticali con vasi reggi fiamma.

 

 

     Uno sforzo tutto gotico per innalzare al massimo un prospetto che poteva essere visto solo dal basso e di lato, secondo prospettive radenti e lontane, tali da farlo apparire come una stele da profilo nervosamente ritagliato.

 

 

     Nel 1765 si diede incarico a Francesco Battaglia, per opera dell’arciprete Paolo Sciacca (1765 – 1788), la progettazione del maestoso campanile,  completato nel 1776. Qui l’architetto raccolse le linee principali del primo ordine della chiesa, ne semplificò i dettagli e sovrappose una cella campanaria memore di quella della Trinità di Catania. In particolare nella bella cuspide a bulbo a base ottagonale.

 

Il Campanile

La grande campana centrale

 

     A lavoro ultimato il 20 marzo del 1776, nel campanile vennero impiantate le campane ed il nuovo orologio pubblico.

 

 

     La realizzazione della meravigliosa Sacra effige del SS. Salvatore venne eseguita nel 1818 dallo scultore palermitano Girolamo Bagnasco su interessamento, secondo la tradizione locale, delle nobili e potenti famiglie militellesi dei Majorana della Nicchiara e dei Rejna, mentre il sontuoso fercolo dello stesso simulacro venne creato nel 1842 dal ragusano Domenico Leone. La solennità dei festeggiamenti in onore del SS. Salvatore si svolgono ogni anno nei consueti giorni dell’8 (cantata), 17 (vigilia), 18 (festa) e 25 (ottava) agosto.

 

I fedeli solleva il Santo

Il Santo nella cripta

Il volto del Santissimo Salvatore

 
 

All'uscita avviene la spigghiata dei bambini

Continua la spogliata dei neonati

Portato a spalla dai devoti

 

     Nel 1843 il sacerdote don Antonino Scirè (1819 – 1883) fece costruire un imponente organo ed una spaziosa sagrestia, ridisegnata a negli anni '90 del XX secolo.

 

Statua lignea "Immacolata Concezione"

L'ingresso della Sagrestia

Quadri di Arcipreti della chiesa San Nicolò

San Nicolò in una riproduzione in ceramica

 

     L’assunzione della chiesa Madre di S. Nicolò del titolo di SS. Salvatore avvenne con rescritto pontificio del 30 agosto 1876 e da quel momento la chiesa assumeva definitivamente il titolo di  “Arcipresbiterale Matrice Chiesa di S. Nicolò – SS. Salvatore “.

 

Fuga in Egitto

Simbolo della città

 

     Alla fine del XIX secolo furono realizzate la crociera e l’abside ad opera del rettore don Nicolò Astuti e nel 1904 la chiesa Madre venne completata con la costruzione di una superba cupola progettata e finanziata dal capitano – medico dott. Salvatore Sortino. Dotata di una cospicua copertura di rame, questa cupola rappresentò, secondo le cronache, la prima opera in cemento armato realizzata nella Sicilia orientale ed il suo progetto fu talmente straordinario ed innovativo, da essere stato premiato nel 1900 alla “ Mostra Internazionale “ di Torino.

 

La cupola in una foto d'epoca

La cupola vista dall'interno

La cupola dopo il restauro

 

     Gli stucchi della cupola raffiguranti i quattro Evangelisti furono realizzati dallo scultore cav. Giuseppe D’Arrigo.

 

 

     Nel 1908 il tempio venne abbellito con il rifacimento della pavimentazione attraverso l’utilizzazione di marmi bianchi e grigi, da parte dei fratelli Basso La Bianca e successivamente dopo il terremoto del 1990, ai piedi dell'altare maggiore la pavimentazione è stata cambiata con marmi rossi e vari colori.

 

La lapide posta all'entrata

La nuova pavimentazione

 

     Il 18 agosto del 1924 la Matrice è stata consacrata al SS. Salvatore da parte del vescovo diocesano mons. Damaso De Bono.

 

Bellissimo candelabbro rettoda un angelo

L'altare SS. Salvatore

 

     Nel 1926 troviamo la realizzazione dell’impianto d’illuminazione elettrica (dono della sig.ra Astuti, vedova Sortino) e nel 1929 la facciata della chiesa venne arricchita da una maestosa statua raffigurante il SS.Salvatore, scolpita dall’artista Mario Moschetti, che oggi è possibile ammirare all’ingresso della chiesa.

 

La Storia cronologica della chiesa

La statua realizzata da Moschetti

La cronologia degli arcipreti

 

     Gli straordinari affreschi che vanno ad impreziosire la volta e l’abside della chiesa, furono realizzati nel 1945 dall’eccellente pittore locale prof. Giuseppe Barone (Militello, 1887 – Catania, 1955), inseguito all’istituzione, subito dopo il secondo conflitto mondiale, di un’apposita commissione di restauri.

 

L'apoteosi del SS. Salvatore

Fuga in Egitto

San Nicolò e le tre fanciulli

Ascenzione di Gesù

 

     Sotto il lungo ministero pastorale dell’arciprete don Biagio Giuseppe Bellino (1954 – 1993) possiamo indicare alcuni dei più importanti interventi realizzati all’interno del Sacro tempio cristiano, come: il rifacimento della cappella del SS. Salvatore nel 1962; l’elettrificazione delle campane nel 1965; la dotazione della cappella del SS. Salvatore nel 1968 delle artistiche e monumentali porte in bronzo, opera del celebre scultore Mario Lucerna.

 

Le porte in Bronzo di Lucerna

 

     Nel 1981 avviene l’inaugurazione dei lavori nei sotterranei della chiesa che porteranno all’edificazione del ricco “Museo d’Arte Sacra S. Nicolò “.

 

Il museo San Nicolò

La parte più esterna del Museo

Le tre sfere - simbolo di San Nicolò

 

     Inseguito alle gravi lesioni che essa aveva subito in occasione del sisma del 13 dicembre 1990, la chiesa è stata sottoposta a lunghi lavori di consolidamento strutturale.

 

La navata sinistra

La navata destra in fondo la cappella del SS. Salvatore

La navata destra con in fondo l'ingresso

 

     Oltre all’altare maggiore, le cappelle del transetto sono dedicate sulla sinistra al simulacro di S. Nicolò ed del SS. Sacramento, mentre sulla destra troviamo l’altare maggiore originale della vecchia chiesa di San Nicolò, nel quale campeggia una maestosa pala d’altare di Vito D'Anna raffigurante il vescovo di Mira, e la cappella che custodisce il simulacro del SS. Salvatore.

 

Il grande organo dietro l'altare maggiore

L'altare e cripta dedicata a San Nicolò

San Nicolò in cattedra

Quadro di Sant'Eligio

L'altare del SS. Sacramento

 
 

La maestosa Pala d'altare e la macchina lignea ex altare maggiore

La predicazione di San Nicolò di Vito D'Anna 1763

La cappella dove è posta la statua del SS. Salvatore

Decorazioni della Cappella

Gli affreschi della Volta

 

     Nella navata di sinistra sono presenti le seguenti cappelle: cappella dove figura il fonte battesimale, cappella della Sacra Famiglia, cappella del Sacro Cuore di Gesù e la cappella di S. Lucia ed un crocifisso.

 

La fonte battesimale

Altare e Statua della "Sacra Famiglia"

Altare e statua del "Cuore di Gesù"

La statua di Santa Lucia

Altare e Statua di "Santa Lucia"

 

     Nella navata di destra invece, sono presenti le seguenti cappelle: cappella di S. Gerardo, cappella di Sant'Antonio, cappella intitolata alla Madonna del Carmelo, cappella di S. Rita da Cascia e la cappella della Madonna di Pompei.

 

Cappella di "San Gerardo"

Cappella di "Sant'Antonino"

Altare dedicato alla "Madonna del Carmelo"

Cappella dedicata a "Santa Rita da Cascia"

Cappella della "Madonna di Pompei"

 

     Il 28 giugno 2002 il sacro monumento è stato inserito da parte dell’UNESCO nella prestigiosa “World Heritage List“ (lista del patrimonio dell’umanità).